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CHI SIAMO |
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"FONTANESI NEL MONDO" è un gruppo di amici che unisce i "Fontanesi di Fontana", nati e cresciuti nel nostro piccolo paese, ai "Fontanesi d'Italia" ed ai "Fontanesi nel Mondo", che vivono ormai da tanti anni lontani dal paese natìo, ma da sempre fortemente legati alle loro origini.
Un gruppo di "giovani", perché non conta l'età anagrafica, ma lo spirito che anima tutti noi; un sodalizio, da non chiamare associazione, termine che potrebbe dare l'impressione di sapore politico, ciò che naturalmente esula dal significato di questa splendida iniziativa.
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Aldo Proia e Mario Patriarca |
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Questo gruppo nasce il 10 giugno 1992 grazie all'impulso determinante di due amici che hanno fortemente creduto nel progetto: ALDO PROIA e MARIO PATRIARCA supportati e sostenuti, poi, da altri indispensabili amici: Aldo Battista, Umberto Fabroni, Rocco Bianchi, Nino Lancia, Rocco Lancia, Romeo Bianchi, Roberto Rauso, Antonio Raponi, Antonio, Vincenzo ed Angelo Lai, Domenico Mauti, Bruno Raponi, Gianni Testa, e il compianto Mario Botticelli.
La nostra iniziativa è nata così, per stare insieme e trascorrere una serata in allegria sul filo dei tanti ricordi, nel segno dell'amicizia e della fratellanza, ed è diventata un appuntamento fisso di ogni anno che si svolge sempre nel secondo venerdì o sabato di dicembre.
Lo scopo dei nostri incontri annuali è quello di ritrovarsi tutti insieme per continuare e per far rivivere una tradizione, una cultura, un dialetto: il nostro dialetto paesano.
Provate a chiedere ad un ragazzo di oggi che cos'è "gliu cuttur" (recipiente per cuocere la polenta o la pasta) oppure "la cimasa" (scala esterna per accedere alla casa), oppure "gliu munre" (stecca con stracci per pulire la fuliggine dei camini), non saprà sicuramente cosa rispondere: si tratta, infatti, di parole dialettali che ormai tendono a scomparire e di cui non tutti conoscono il significato. Eppure il dialetto dovrebbe essere riscoperto e rivalutato perché rappresenta la nostra cultura, la nostra storia, le nostre radici, ed è proprio quello che noi, nel nostro piccolo, ci proponiamo di fare.
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Nel corso della serata, tra i discorsi in dialetto, tra una barzelletta e l'altra, tra un piatto di pasta e un bicchiere di vino, c'è anche il tempo per fare dei riconoscimenti importanti.
Durante la festa del dicembre 2005, ad esempio, è stata letta una lettera inviata da Ugo Bianchi che vive in Australia, il quale, dispiaciuto di non poter prendere parte alla festa a causa dell'enorme distanza che divide Fontana Liri da Sydney, ha voluto comunque essere presente con il suo affettuoso saluto ed il suo caldo abbraccio.
Sono state consegnate, inoltre delle pergamene ricordo ad alcuni fontanesi doc che vivono all'estero, tra questi: il sopraccitato Ugo Bianchi (Australia), il cui premio è stato ritirato dal fratello Vincenzo Bianchi, illustre scultore e importante ambasciatore del nostro piccolo paese, visto che con la sua arte esporta il nome di Fontana Liri in tutto il mondo; Mario Proia (Usa), premio ritirato dal nipote Umbertino Proia; Tito e Damus Celseti (Usa), premio ritirato dal fratello Walter; Silvio Patriarca (Usa), premio ritirato dal cugino Mario Patriarca; e infine un ricordo alla memoria di Mario Botticelli, ritirato dal figlio Cristian, appositamente giunto da Sarzana, in provincia di La Spezia, per partecipare al nostro incontro.
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Stemma del sodalizio |
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Assiolo |
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Lo stemma del nostro sodalizio è "L'ASSIOLO", scelto perché questo piccolo rapace notturno è il simbolo identificativo del Fontanese: tutti sanno, infatti, che noi Fontanesi siamo soprannominati "ASCC D' FUNTANA". Un alone di mistero ha sempre avvolto l'assiolo, il più piccolo rapace notturno dopo la civetta nana, conosciuto in Toscana come "CHIU'", nome che deriva dal suo fischio, molto simile a quello di un treno, e in Fontanese come "ASCC". Tutti conoscono il suo canto, che si fa sentire all’imbrunire a partire dalla fine della primavera. Pochissimi invece, l'hanno visto. Il suo piumaggio grigio-brunastro lo rende quasi indistinguibile dai tronchi degli alberi sui quali trascorre, immobile, la maggior parte del suo tempo per "svegliarsi" solo a sera, quando, sul suo posatoio, sta all’erta per accorgersi, attraverso i rumori, della presenza di possibili prede, per lo più grandi insetti.
Tra gli assioli italiani, solo quelli delle regioni più meridionali e delle isole si fermano nel nostro paese tutto l’anno. La maggior parte, all’arrivo dell’inverno, migra verso le savane dell'Africa tropicale, per poi tornare nelle nostre zone in primavera.
Le origini del soprannome "GL'ASCC D' FUNTANA", dato ai Fontanesi dagli abitanti dei paesi confinanti, sono molto remote e legate a questi "simpatici" rapaci notturni che trovavano dimora nelle campagne della zona di Fontana Liri Superiore in caverne e catapecchie fatiscenti e abbandonate.
Gli assioli, in fontanese "ASCC", erano considerati come uccelli malefici e portatori di sfiga, perché uscivano a stormi dal loro rifugio all'imbrunire e roteavano nell’aria emettendo fischi, simili ad un forte vento, che incutevano timore.
Erano considerati uccelli del malaugurio, e i nostri confinanti ci assimilavano a loro come portatori di malasorte, di qui il soprannome di "ASCC D' FUNTANA".
Per noi, invece, il "simpatico volatile" non ha mai portato male e siamo sempre stati ben disposti a subire lo sfottò, che in passato era di rito tra paesi confinanti, tanto che, si racconta, che quando i compaesani si incontravano a Roma e nei dintorni si burlavano tra loro facendosi dietro il fischio degl'ASCC.
Per chi volesse sapere qualcosa di più sul nostro piccolo ma accogliente paese, la PRO LOCO ha realizzato un depliant informativo (PDF) oppure visita anche il Sito Ufficiale del Comune di Fontana Liri.
A tutti i FONTANESI NEL MONDO dedichiamo questa poesia scritta da un compaesano doc venuto a mancare alcuni anni fa in quel di Padova.
Potete anche ammirare le opere artigianali di
Federico Proia - Liutaio. |
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